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L’importanza del rifasamento negli impianti fotovoltaici

By – On marzo 14, 2013 – In Rifasamento With No comment

Per molti l’impianto fotovoltaico costituisce un ottima fonte di investimento e quindi risparmio. Forse non tutti sanno però che il rifasamento continua ad essere necessario anche in questi tipi di impianti, direi di più, va monitorato con estrema attenzione, soprattutto negli impianti industriali dove vi sia installato un impianto fotovoltaico con scambio sul posto.
Tutto questo perchè la potenza reattiva necessaria per il funzionamento delle macchine non può essere prodotta dal modulo fotovoltaico, che di per sè produce esclusivamente potenza attiva, e quindi di fatto continua ad essere prelevata dalla rete incidendo notevolmente sul valore del cosφ letto al contatore.

Non dimentichiamo poi che nelle giornate con cielo parzialmente coperto, quando il sistema fotovoltaico fornisce un apporto molto variabile in termini di potenza istantanea,  quindi con elevato numero di manovre chieste al sistema di rifasamento per garantire il corretto cosφ.Tutto questo  genera quindi un forte impatto sui contattori, che devono essere dimensionati secondo quanto previsto dalla Norma CEI vigente.

In un impianto elettrico con rifasamento sufficiente al fabbisogno (ad oggi non deve essere inferiore a 0,9 per evitare il pagamento delle penali), installando il fotovoltaico il fattore di potenza può peggiorare a tal punto che sia necessario aumentare la potenza del rifasamento.
Un secondo problema può essere l’interazione tra inverter  e rifasamento per la questione delle armoniche. Le armoniche emesse dall’inverter potrebbero entrare in risonanza con il rifasamento e magari danneggiarlo. Per evitare questo si dovrebbero introdurre le cosiddette induttanze di blocco. Per diminuire questa problematica si possono distribuire i rifasamenti in prossimità dei carichi, installando sul singolo carico il gruppo di condensatori capace di rifasarlo con fattore di potenza adeguato (Rifasamento distribuito). Si deve porre attenzione a staccare il condensatore quando il carico non è attivo, altrimenti si rischia di immettere in rete un carico capacitivo.
Dal 1 gennaio 2016 entrerà in vigore la Delibera dell’Autorità per l’Energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEG) N° 180/2013/R/ELL pubblicata il 2 maggio 2013 Regolazione tariffaria per i prelievi di energia reattiva ai punti di prelievo BT e AT a decorrere dal 2016.  Con l’attuale delibera AEEG 348/2007/R/EEL l’energia reattiva non viene contabilizzata nella fattura di fornitura dell’energia elettrica fino al 50% dell’energia attiva ovvero con un cosfì pari a 0.9.

Cosa è cambiato? Nei punti di prelievo nella titolarità di clienti finali il livello minimo del fattore di potenza istantaneo in corrispondenza del massimo carico per prelievi nei periodi di alto carico (F1 e F2) è pari a 0,9 e il livello minimo del fattore di potenza medio mensile è 0,7; Non è consentita agli utenti finali l’immissione in rete di energia reattiva nei punti di prelievo nella titolarità di clienti finali.

Concludendo per la scelta dei rifasatori:

1- prevedere  rifasamenti dotati di induttanze di filtro armonico.
Anche se le utenze dell’impianto non sono inquinanti, il rifasatore potrebbe creare problemi di funzionamento allo stadio di uscita dell’inverter che “pilota” l’impianto fotovoltaico

2- considerare un sovradimensionamento della potenza reattiva necessaria e aumentare il cosfi obiettivo a 1

3- A parità delle altre caratteristiche, preferire un rifasatore con più alto numero di gradini: regolerà meglio il cosfi, evitando le penali imposte dall’Autorità per l’Energia.

4- Nel calcolo del rifasamento, fare riferimento alla potenza contrattuale per evitare che l’eventuale aggiunta di nuovi carichi renda il rifasamento insufficiente.

5- Porre particolare attenzione alla struttura dell’impianto

 

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