Solare Termico

L’impianto solare termico

Questo tipo di impianto permette di trasformare l’energia solare, incidente sulla superficie terreste, in energia termica.
Il processo avviene senza nessuna emissione inquinante e con il risparmio economico associato al mancato utilizzo di fonti energetiche tradizionali (energia elettrica o combustibili fossili).

L’energia termica così prodotta viene raccolta, in genere, sotto forma di acqua calda.
Per risparmiare e produrre energia “pulita”, proponiamo per  una serie di kit solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria da 200, 300 o 500 litri.

Il pannello solare termico potrà essere utilizzato nella produzione di energia termica per:

  • produzione di acqua calda sanitaria ad uso domestico oppure in alberghi, palestre, uffici, ecc.
  • il riscaldamento degli ambienti;
  • il riscaldamento delle piscine (coperte e scoperte);
  • il riscaldamento dell’acqua per processi industriali (settore alimentare, tessile, cartario, etc.) a bassa temperatura.

Questi impianti non devono essere confusi con gli impianti fotovoltaici che invece trasformano l’energia irradiata dal sole in energia elettrica.

 

Funzionamento di un pannello solare termico

Nel pannello solare è presente in cosiddetto l’assorbitore (piastra assorbente), che ha la funzione di assorbire la radiazione solare incidente e di trasformarla in calore.

Il calore sviluppato viene poi ceduto mediante uno scambiatore all’acqua sanitaria contenuta in un serbatoio e distribuita alle varie utenze di casa.

Il collettore solare è provvisto di una copertura (vetro o materiale plastico) posta frontalmente all’assorbitore che ha lo scopo di mantenere intrappolato il calore all’interno, permettendo nel contempo il passaggio della radiazione solare.

Un altro elemento fondamentale di un impianto solare termico è rappresentato dal serbatoio (isolato termicamente) che ha lo scopo di immagazzinare il calore ceduto dai collettori, per renderlo disponibile nel momento in cui risulta necessario (ad esempio quando si sta facendo la doccia).

 

Un impianto solare termico ben dimensionato riesce a coprire totalmente il fabbisogno di acqua calda sanitaria nei sei mesi più caldi, mentre nei rimanenti mesi freddi è necessaria l’integrazione di una caldaia (meglio se a condensazione, a metano o a biomasse) per portare l’acqua parzialmente riscaldata dall’impianto solare alla temperatura desiderata.

Interessanti risultati si ottengono accoppiando l’impianto solare termico con un impianto di riscaldamento degli ambienti a bassa temperatura (ad esempio impianti a pavimento, impianti a radiatori in acciaio lamellare, ecc.).  In zone con un esteso periodo di utilizzo del riscaldamento e in edifici con buone caratteristiche d’isolamento termico, si riesce a raggiungere fino al 25 – 50% di copertura del fabbisogno termico.

 

Quali tipi di impianti solari esistono?

Per quanto riguarda la tecnologia, gli impianti possono essere di due tipi:

 

impianti solari a circolazione naturale.  Sono gli impianti che sfruttano il principio naturale secondo cui un fluido più caldo tende a spostarsi verso l’alto, mentre un fluido più freddo tende a scendere verso il basso. Il serbatoio di accumulo, dotato al suo interno di scambiatore, viene posto al di sopra del collettore stesso.

Il fluido termovettore, una volta riscaldato dalla radiazione solare, sale direttamente nel serbatoio e trasferisce il suo calore all’acqua in esso contenuta. Una volta che il fluido termovettore si è raffreddato (e quindi ha trasferito tutto il suo calore all’acqua del serbatoio) scende di nuovo nel pannello e ricomincia il ciclo.

È una soluzione impiantistica, interamente installata in esterno, adatta per piccoli impianti situati in località dal clima non particolarmente rigido o per un utilizzo prevalentemente estivo.

 

impianti solari a circolazione forzata. È una soluzione adottata per impianti di taglia medio-grande e in previsione di un utilizzo durante tutto l’anno. Si tratta di quei sistemi in cui si rende necessario, per la regolazione del flusso, l’inserimento di un sistema automatico.

La circolazione forzata si rende necessaria, inoltre, in tutti quei casi in cui, per qualsiasi motivo, non sia possibile collocare il serbatoio in posizione sopraelevata rispetto al collettore. Tale soluzione garantisce anche una migliore integrazione architettonica, un migliore risultato estetico in quanto consente di collocare il serbatoio in un idoneo locale tecnico e non sul tetto ed inoltre offre una maggiore adattabilità a qualsiasi condizione climatica.
• la produzione di calore ad alta pressione e temperatura (100 – 250 °C).

 

Quanto costa?
Il costo d’installazione può variare, a seconda della situazione locale:

  • edifici nuovi o già esistenti;
  • posa dei collettori solari in sovrapposizione o integrazione della copertura del tetto;
  • regolamentazioni specifiche per i permessi di costruzione;
  • collegamento dell’impianto al sistema di distribuzione dell’acqua calda e all’impianto termico integrativo;
  • utilizzo di attrezzature durante il montaggio (gru, impalcature).

Il costo dei collettori rappresenta la percentuale più significativa. Naturalmente per un preventivo esatto è necessario un sopralluogo che valuti accuratamente gli aspetti sito dipendenti dall’impianto

 

Risparmio

Un impianto solare termico permette di risparmiare sulle bollette elettriche e/o del gas con tempi di rientro dall’investimento molto vantaggiosi:

  • rispetto ai costi di uno scaldabagno elettrico utilizzato per riscaldare l’acqua, la spesa per un impianto solare termico si recupera in circa 5 anni attraverso il risparmio in bolletta;
  • rispetto a una caldaia a gas, la spesa per l’impianto solare termico si recupera in circa 6-8 anni. Occorrono 8-12 anni invece per recuperare la spesa se l’impianto solare è progettato sia per la produzione dell’acqua calda sanitaria che per il riscaldamento ambienti.

 

Negli anni successivi l’energia prodotta dall’impianto solare termico è gratuita. Questi tempi di ammortamento si dimezzano usufruendo della detrazione fiscale in vigore del 55%). Dei pannelli solari ben dimensionati, in media, soddisfano il 70% circa del fabbisogno di acqua calda sanitaria di un’abitazione. Se si utilizza il solare anche per integrazione al riscaldamento domestico il fabbisogno complessivo che si soddisfa potrebbe arrivare fino al 40%.

 

Quali autorizzazioni servono per installare un impianto solare termico?

Gli interventi per l’installazione di impianti solari termici, “aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi”, sono considerati manutenzione ordinaria e quindi esenti dall’obbligo di fare la D.I.A (Denuncia di Inizio Attività).

In questi casi è sufficiente una comunicazione preventiva al Comune.
Regioni, Province e Comuni possono comunque richiedere autorizzazioni diverse da quelle nazionali, e pertanto è sempre necessario che il richiedente verifichi presso l’Ufficio tecnico del Comune di zona.

Nel caso in cui il sito d’installazione dell’impianto ricada in un’area protetta (incluse le zone immediatamente esterne alle aree protette) o con vincoli storici ed artistici va fatta la richiesta di autorizzazione edilizia.

L’autorità competente sul territorio (l’ente locale, l’ente parco, la sovrintendenza ai beni culturali, etc.) dovrà seguire la situazione nella sua particolarità e rilasciare un “nulla osta”.

Se entro 60 giorni non si ricevono comunicazioni, si possono iniziare i lavori (vale il silenzio assenso).

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